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MILANO FASHION CITY, UNO SHOW DI TRE SETTIMANE

Avrà luogo dal 15 febbraio al 9 marzo la seconda edizione di Milano Fashion City, un progetto di marketing territoriale, avviato da Promos come start up nel 2010, che potenzia tutte le opportunità che nascono dalla Settimana della Moda, dagli importanti eventi fieristici milanesi e dagli eventi correlati. Il progetto mette a sistema gli oltre 50 attori coinvolti in rappresentanza di 50.000 imprese - istituzioni, manifestazioni fieristiche, mondo del commercio, laboratori artigiani, showroom, imprese e associazioni di categoria, enti, sistema formativo della moda e numerose altre realtà che rappresentano l’anima della città - amplificando la settimana della Moda in tre settimane di eventi, spettacoli, occasioni di business, momenti di cultura, che confermano la moda come parte di un sistema Italia più che mai integrato e diffuso. L’edizione del 2010 si è rivelata un esperimento di successo, che ha prodotto ottimi risultati in termini di indotto e ricadute positive sul territorio: aumento delle vendite nelle aree maggiormente coinvolte da eventi e sfilate, crescita dell’incoming turistico e di business dall’estero, incremento del numero dei visitatori nelle tre settimane di eventi. La moda a Milano rappresenta infatti un asset strategico per l’economia del territorio. Dai dati di una ricerca della Fondazione Iulm (aggiornati a dicembre 2010) emerge che il comparto moda e design milanese produce una ricchezza pari a oltre 13 miliardi di euro annuali, vale a dire il 13% del dato nazionale e nella provincia di Milano il solo settore moda conta quasi 15mila imprese che danno lavoro a circa 45 mila addetti. Inoltre nel 2010, solo a Milano, sono nate ben 342 imprese di moda, quasi una al giorno (oltre metà di queste sono guidate da donne e una su cinque ha un titolare con meno di trent’anni). La seconda edizione di Milano Fashion City, oltre a mantenere alcune caratteristiche vincenti della prima edizione come un portale web dedicato - www.milanofashioncity.com - una guida cartacea bilingue (italiano e inglese) con Fashion Illustrated, desk informativi dedicati, un punto d’accoglienza permanente presso Fashion Apartment e carte dei servizi con sconti e agevolazioni presso tante strutture alberghiere ed esercizi commerciali, offre alcune importanti servizi che rafforzano ancor più il carattere internazionale dell’iniziativa. (9Colonne)

SFILA L’ ETNICO DI ARMANI TRA SMENTITE E POLEMICHE

La passerella come metafora di un lungo viaggio. Con la sua collezione per il prossimo inverno - presentata ieri durante la settimana della moda a Milano - Giorgio Armani ci accompagna alla scoperta di terre lontane, magiche e misteriose. Tibet, Afghanistan ma anche Giappone e India. Lo stilista punta su uno dei suoi cavalli di battaglia, l’etnico, e attinge al più visionario degli immaginari, che traduce in pregiati ricami, sofisticate lavorazioni, sorprendenti accostamenti cromatici e nuovi volumi. La parola d’ordine è mescolare. L’unica regola è il buon gusto. II risultato è una moda senza tempo né collocazione geografica, eppure fortemente riconoscibile, come ogni capo - sessanta per questa collezione - firmato Armani. Anche per l’inverno 2008-09 re Giorgio non rinuncia alle sue inconfondibili giacche, d’ispirazione giapponese nella loro essenzialità o più complesse e costruite, veri e propri capolavori sartoriali. Da abbinare ai cappotti afgani dalle fantasie floreali, agli scialle gitani dalle lunghe frange o alle pellicce. Le gonne a trapezio o a palloncino scendono anche fino a metà polpaccio di giorno - perfette con i cappotti modellati sulla silhouette - per diventare lunghe ed elaborate la sera, in un gioco di drappeggi, balze, intrecci e petali.

Velluto, seta ma anche pizzo e voile si combinano con disinvoltura, così come nella tavolozza dei colori il nero incontra il blu o il rosso si fonde con il fuxia. Ad accessori molto ricercati - belli i lunghi orecchini rossi o neri e le collane multicolore - si contrappongono scarpe stringate e ballerine ultraplatte, per esaltare l’opulenza degli abiti da sera, con tanto di cappuccio. “Ho sempre avuto un atteggiamento di rispetto e amore verso l’etnico” ha spiegato il designer piacentino dopo la sfilata che ha reso omaggio a quella che ha definito una “femminilità errante”. A stridere tuttavia con la poesia profusa a piene mani nelle sue creazioni, non sono mancate le polemiche alimentate nei giorni scorsi dalla stampa. Che ha attribuito ad Armani l’affermazione secondo la quale “se non ci fossero stati gli stilisti italiani, oggi non ci sarebbero neanche le sfilate di New York”. “Non ho mai detto una cosa del genere” ha ribattuto ieri il diretto interessato, accusando invece i media di accanirsi sulla polemica tout court piuttosto che concentrarsi sugli abiti, fatti di “fatica, scrupolo, attenzione per il mercato, per i clienti”. La smentita dello stilista non è tuttavia servita a stemperare il clima a dir poco rovente che ha dato il via alla Milano Fashion Week. Al centro delle polemiche il programma degli eventi e la decisione di diversi marchi - tra cui Dolce & Gabbana e Belstaff - di non sfilare nel calendario ufficiale, sovrapponendo i propri show a quelli di altri designer. Complice dello stravolgimento delle passerelle milanesi, la direttrice di Vogue America, Anna Wintour, continua a giustificare la permanenza “lampo” della stampa internazionale a Milano con la debolezza del dollaro, che rende onerosi i soggiorni di una settimana in Europa. Difficile credere che una testata come Vogue possa avere di questi problemi. Sta di fatto che, a proposito delle numerose sfilate in programma, anche Mario Boselli concorda: “Molte griffe - ha dichiarato il presidente della Camera Nazionale della Moda - dovrebbero fare presentazioni invece di sfilate” (9Colonne).

MILANO FASHION WEEK: TUTTI I NUMERI DI UN GRANDE EVENTO

Otto giorni, 103 sfilate, 223 marchi, circa 2000 giornalisti e più di 15.000 operatori provenienti da tutto il mondo. Sono cifre mirabolanti quelle della settimana della moda a Milano, che aprirà i battenti a partire da venerdì 16 febbraio. Un evento atteso da addetti ai lavori, celebrità e aspiranti tali, che si riverseranno in massa all’ombra del Duomo per studiare le ultime novità proposte dagli stilisti per il prossimo inverno. Serratissima la tabella di marcia delle passerelle, accompagnata anche quest’anno dalle immancabili polemiche tra i designer. Tutti intenzionati a presentare le proprie creazioni nei giorni clou della kermesse - quelli centrali - prima della “fuga” annunciata (malcostume inaugurato a suo tempo dalla direttrice di Vogue America, Anna Wintour) dei giornalisti, perennemente in partenza.

Armani, Gucci, Prada, Fendi, ma anche Moschino, Versace Ferragamo, Cavalli, Trussardi, Krizia, Blumarine e tantissimi altri si alterneranno in una frenetica girandola di appuntamenti, che metterà a dura prova la viabilità della città e la pazienza dei milanesi. Chi non avrà modo di assistere alle sfilate, potrà comunque seguirle in giro per la città grazie a quattro i maxi schermi (in Piazza San Babila, Piazza Croce Rossa, Piazza Carlo Magno e Piazza Duomo) che le trasmetteranno in tempo reale. A chiudere la maratona meneghina saranno sei nuovi talenti, che debutteranno grazie al progetto promosso dall’associazione no profit ‘White Club’ a sostegno di stilisti emergenti meritevoli. In passerella, sabato 23, gli abiti di Klavers Van Engelen dai Paesi Bassi, di Kristian Aadnevik dalla Gran Bretagna, di Mikio Sakabe dal Giappone, di Milia M. dal Libano, di Steinnun dall’Islanda e dell’taliano Soft Core. Accomunati tutti da significative esperienze alle spalle, dall’apprezzamento dei buyer internazionali e dalla volontà di integrarsi nel nostro sistema produttivo, questi outsider costituiscono un vero e proprio pool internazionale di creativi, con proposte unanimemente ritenute valide per il tessuto industriale italiano. “Il futuro è nelle mani dei giovani, solo loro hanno quelle capacità di creare innovazione a 360 gradi, per noi fondamentale” ha spiegato Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, che assieme al Comitato Lombardia per la Moda sostiene l’iniziativa. Con una ricca serie di eventi, che promettono di allietare il soggiorno dei tantissimi visitatori, Milano si conferma vetrina mondiale del Prêt-à-Porter femminile e ambasciatrice della cultura italiana nel mondo: oltre a un atteso party che festeggerà il cinquantesimo anniversario della fondazione della Camera Nazionale della Moda Italiana, Palazzo Reale ospiterà anche due interessanti mostre: “L’Arte delle Donne. Dal Rinascimento al Surrealismo” e “Giacomo Balla: modernità del Futurismo”. In mostra anche gli splendidi disegni di Alberto Lattuada presso la Fondazione Riccardo Catella e le opere di Wilhelm von Gloeden nelle sale di Palazzo della Ragione. (9Colonne)