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Armani detta lo stile

Meno decori, ma molto più importanti. Parola d’ordine per la prossima stagione invernale sarà new minimal, minimalismo, semplicità. Insomma uno stile che si fa lineare ma allo stesso tempo graffiante. L’autunno, infatti, per quest’anno si accende di colori, e tinte sgargianti, quasi fosse un’estate che non vuole finire mai. Rosso rubino, tutte le sfumature del verde, dal bosco allo smeraldo, e poi prugna, turchese e i toni del grigio che precipitano nel nero. Certo non tutti insieme, però… Insomma, una donna grintosa ma non banale; aggressiva ma anche divertente e soprattutto colorata. E’ lo stile delle collezioni moda Armani a dettare legge, con la sua semplicità e la sua raffinatezza. “Dopo l’enfasi della decorazione” - spiega lo stilista - “si ricerca una diversa eleganza e l’uso degli elementi cambia. Diventa nuovo, accentuando la precisione della linea e giocando su un solo tessuto che rappresenta la sintesi non soltanto della forma ma dell’utilizzo del capo stesso”. Un minimal quello di Re Giorgio che significa pulizia della struttura, che nasce dalla ricchezza dei contenuti, e si sostiene con la qualità dei materiali e delle rifiniture, come le anime in crinolina di tulle per sostenere abiti, piccoli cappotti e gonne, sempre svasati. E poi giacche corte, scostate e tondeggianti: caban e cappotti leggeri che si muovono con la figura; silhouette precisa ed elegante dal gusto couture. A sottolineare quel piacere dei contrasti che E’ la caratteristica del vestire contemporaneo, maxi T-shirt con strisce di paillettes completano le brevi giacche stondate; leggere camicetta-blouson sono completate dalla gonna di maglia con il fiocco; il tailleur diventa aggressivo e sensuale perché realizzato in lucida pelle nera stampata coccodrillo. Condotta sul filo del nero e del bianco nelle caratteristiche fantasie Armani, la collezione trascolora nel verde acqua, grigio glicine, rosa aurora, declinati anche nei cappotti a piegoline che sarebbero da jeunes filles rangées se non salissero sopra il ginocchio. Perché l’antidoto ribelle all’accuratezza della linea E’ la brevità degli orli che sottolinea le lunghe gambe e lo slancio del passo. Una donna che quest’anno non si accontenterà delle mezze misure, che saranno rigorosamente vietate: si passerà dalle gonne maxi a quelle micro, dagli hotpants ai megaborsoni. Una trasgressione se vogliamo anche un po’ retrò, con il ritorno di quelle minigonne che rivoluzionarono la moda negli anni 60. Saranno seta, raso, chiffon, capi intessuti di fili metallici, a donare fantasiose iridescenze, per creare una donna eterea e femminile, ma anche proiettata nel futuro. Ed ecco candide camicie di raso bianco sotto bluse dai toni intensi, dal prugna al verde-bosco. Dal nero inchiostro ad un morbido giallo-bianco che ricorda il colore della fiamma di una candela. Questi i colori scelti da bottega veneta per quest’inverno. Materiali insieme lisci e fluidi, come nel satin liquido, il satin duchesse e il twill lavato, oppure tridimensionali come il tricotine di lana, lo shearling rasato e le piume. La silhouette E’ allungata, lineare ma delicata, un’attenta evoluzione dalla forma a T delle maniche e dei vestiti a trapezio della scorsa stagione. Linee pulite caratterizzano gli abiti, le tuniche e i cappotti, e la stessa chiarezza E’ riproposta su pantaloni facili ed eleganti, lisci con gambe fluide e dritte.