24 Giu, 2010
(Alessandra Scotacci) - Se il calcio lascia decisamente a desiderare, è la moda a consolare i francesi. Ferita a morte dopo l’eliminazione della sua Nazionale ai mondiali di calcio in Sud Africa, Parigi si rifugia nel fasto dei tempi passati. E celebra Fernanda Gattinoni, il glamour e le stelle ai tempi della Hollywood sul Tevere con un’appassionante mostra di scena fino al prossimo 31 luglio all’Istituto di Cultura Italiana. Un tuffo nel passato e nella Roma della dolce vita con le creazioni della celebre maison romana. Gelosamente custodite negli archivi dalla sua intraprendente fondatrice che fu, insieme alle Sorelle Fontana e a Emilio Pucci, una pioniera dello stile made in Italy. Dopo un apprendistato nella sede londinese di Molyneux, Fernanda Gattinoni si stabilisce a Roma dove nel 1944 crea un atelier con il suo nome. Il boom arriva negli anni Cinquanta, quando tutte le dive del cinema, le first lady, le donne di mondo si mettono in fila pur di portarsi a casa un abito firmato Gattinoni. La casa di moda veste Evita Peron e Ingrid Bergman, Lucia Bosè e Bette Davis, Marlene Dietrich e Rossella Falk, ma anche Audrey Hepburn, Gina Lollobrigida, Anna Magnani, Kim Novak, Lana Turner e Monica Vitti. Clienti famose e sempre sotto i riflettori, che hanno trovato in Fernanda non solo una grande professionista, ma una vera e fidata amica. La rassegna si apre con i look realizzati per Ingrid Bergman sul set di "Europa 51" e "Fiori di cactus" e prosegue fino al guardaroba personale di Anna Magnani. Da non perdere la sezione dedicata a Audrey Hepburn, con gli abiti indossati per Guerra e Pace. Assieme ai vestiti anche numerose fotografie, documentari storici sulla maison e spezzoni di vecchi film. Dopo Parigi la mostra farà tappa a Roma il prossimo gennaio, a Berlino nel mese di maggio e a Beirut. (9Colonne)
14 Giu, 2010
(Alessandra Scotacci) - Coco Chanel torna sul grande schermo. A 39 anni dalla sua scomparsa, il mito della celebre stilista francese continua ad appassionare il mondo del cinema. Che dedica alla sua vita, tragica e avventurosa allo stesso tempo, un nuovo film, "Coco Chanel & Igor Stravinsky". Dopo "Coco avant Chanel", che ha raccontato al grande pubblico chi fosse Gabrielle Chanel prima di diventare la regina della moda internazionale, la nuova pellicola svelerà un altro melanconico capitolo della sua biografia, segnato dalla tormentata storia d’amore con il compositore russo Igor Stravinsky. Nei panni di madame Chanel, tanto fortunata nel lavoro quanto sfortunata nella vita privata, ci sarà questa volta Anna Mouglalis. Alla 32enne attrice francese, che per la maison ha sfilato a suo tempo anche come modella, il compito di non far rimpiangere la Coco portata in scena dalla bravissima Audrey Tatou, cui va il merito di aver restituito tutta l’umanità e la fragilità che la fama e il successo avevano "rubato" alla mitica couturier, figlia di una sarta e di un venditore ambulante di stoffe. E’ stata proprio Anna a rivelare ciò che nessuno avrebbe mai immaginato pensando alla stilista che ha rivoluzionato la moda femminile del Ventesimo secolo liberando le donne dagli odiosi e odiati bustini: Coco sarebbe stata, senza mezzi termini, una misogina. "E’ sempre stata considerata una grande femminista, ma la maggior parte delle cose che ha fatto le ha fatte per se stessa, non per le donne in generale" ha spiegato l’attrice al magazine americano Wwd, ricordando quanto Coco fosse dura che le sue collaboratrici femminili e sottolineando come gli unici suoi veri amici fossero uomini. Molto più soft il giudizio dell’attrice sulla maison Chanel, "l’unica e la sola ha dichiarato che non sfrutta le donne". Per far rivivere l’eleganza, lo stile e la personalità di Coco lo stesso Karl Lagerfeld, insostituibile direttore artistico della casa di moda dalla morte della sua fondatrice, ha generosamente messo a disposizione gli archivi Chanel e le collezioni dei suoi guardaroba. E ha disegnato personalmente uno splendido abito che Anna indossa nella scena iniziale. La storia del film comincia a Parigi nel 1913. Al Teatro degli Champs Elysées il compositore Igor Stravinsky debutta con "La sagra della Primavera". Il balletto e la musica, giudicati troppo moderni e anticonformisti, sono sonoramente fischiati da una platea sull’orlo della rivolta ma Coco, che assiste tra il pubblico, rimane folgorata da quella che sarebbe stata acclamata come una pietra miliare nella storia della musica. I due si rincontreranno sette anni dopo. Coco è ormai una stilista di fama, ma distrutta per l’incidente d’auto che le ha portato via il suo grande amore, Boy Capel. Igor invece è un rifugiato politico scappato dalla rivoluzione russa, è sul lastrico e non riesce a mantenere la moglie e i quattro figli. E’ lei a invitarlo con tutta la famiglia nella sua villa di Garches, dove avrà inizio la loro relazione clandestina. La leggenda narra che sarebbe stata proprio questa storia d’amore a ispirare Stravinsky per la versione definitiva del suo capolavoro, "La sagra della primavera", e Coco per il suo celeberrimo Chanel n°5. A tutt’oggi la fragranza più venduta nel mondo. (9Colonne)
1 Giu, 2010
(Alessandra Scotacci) - Forse non tutti sanno che, molto prima di Milano, era Torino la capitale della moda italiana. Una città vitale e all’avanguardia, che tra la fine dell’Ottocento e gli anni trenta del Novecento ha dettato instancabile le regole dello stile e del buongusto, da Bolzano a Palermo. E ha celebrato la sua creatività e la sua vocazione alla modernità con la grande Esposizione Internazionale del 1911. Dal 19 giugno al 19 settembre 2010 quell’atmosfera magica, quell’entusiasmo e quella fantasia rivivranno grazie alla "Moda negli anni Venti. Il guardaroba di una signora torinese". Una mostra inedita e affascinante, allestita nel suggestivo Filatoio di Caraglio - in provincia di Cuneo dove nel Settecento nascevano le più belle sete del Piemonte. L’esposizione esplora i segreti del guardaroba delle vere signore della Torino ruggente anni Venti: donne reali della sofisticata borghesia finanziaria, dame à la page sempre attentissime alle proposte della couture di Parigi grazie all’acquisizione diretta di modelli e tessuti - ma pronte a sfoggiare anche il meglio del made in Italy. Il loro guardaroba non poteva essere meno che impeccabile, completo di tutto il necessario per ogni occasione e momento della giornata. Dall’abito da giorno a quello da sera, dalla biancheria alle borsette, fino ai completi per i bambini coordinati con quelli della mamma. Il tutto impreziosito da dettagli di classe, di un lusso discreto e raffinato, come quello degli accessori spesso acquistati a Parigi, secondo l’uso dell’epoca. Complice un’altissima qualità di mestiere, la moda torinese arruola in quegli anni una clientela diffusa in tutto il paese e si fa interprete di una grande tradizione nazionale, che porterà proprio nel capoluogo piemontese, nel 1935, la sede dell’Ente Nazionale della Moda. L’allestimento della mostra è stato possibile grazie alla collaborazione della Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze e dell’Istituto Statale d’Arte "Passoni" di Torino con il prezioso contributo di privati che hanno messo a disposizione pezzi di proprietà familiare. Gli abiti, la biancheria e gli accessori raccontano il gusto e le mode degli anni Venti e Trenta e soprattutto l’evoluzione dell’immagine femminile: gonne che si accorciano, linee più semplici, nette e sempre più aderenti. Ma anche nuovi accessori che valorizzano l’idea di giovinezza e dinamismo, realizzati in fogge, materiali, decorazioni e colori che strizzano l’occhio suggestioni all’Art Déco e alle avanguardie artistiche. L’esposizione sarà arricchita da riviste di moda dell’epoca, figurini e fotografie, irrinunciabili per le dame sempre al passo con le ultime novità. (9Colonne)