Archive for Maggio, 2010

GUCCI, UNA MAISON TRA CINEMA E ALTA MODA

(Alessandra Scotacci) - Il mito dell’alta moda rivive nelle creazioni di Gucci Première. La storica maison fiorentina lancia la sua nuova quanto esclusiva linea di abiti rigorosamente haute couture. Tutti realizzati, in un unico esemplare, per le star da red carpet. La prima della lista a foggiarne uno è stata, pochi giorni fa, l’attrice messicana Salma Hayek. Bellissima nel suo vestito da sera monospalla che ha incantato il festival di Cannes. L’idea di Gucci Première – spiega Frida Giannini, apprezzato direttore creativo del brand dal 2006 – nasce in risposta alla crescente domanda di abiti importanti per occasioni altrettanto importanti. "Abbiamo ricevuto spesso richieste dalle celebrità, attrici e cantanti, ed era davvero difficile soddisfarle perché Gucci è nato con un marchio di ready-to-wear – racconta la stilista romana -. Non eravamo pronti a realizzare qualcosa di così speciale". Oggi Frida sembra aver vinto anche questa scommessa: firmerà una micro-collezione che sarà aggiornata due volte l’anno ed è pronta a mettere il suo talento a disposizione di creazioni su richiesta. Il marchio è già al lavoro con sarte e ricamatrici di Parigi per la realizzazione dei primi modelli. Chi però spera che i capi di alta moda firmati Gucci sfileranno in passerella dovrà subito ricredersi. "Per ora non abbiamo alcun progetto al riguardo – conferma la 38enne designer – Si tratta più di un approccio intimo di Gucci con le star. Onestamente non penso che l’alta moda sia nelle corde della maison". Inutile dire che in questi giorni Frida è a Cannes e indossa i suoi stessi abiti per i party e le proiezioni in cartellone. "Per me il cinema è sempre stato una grande fonte di ispirazione – svela -. E personalmente non ho mai indossato abiti di alta moda. Questa dunque è una buona occasione!". Quella di Gucci con il mondo dei film è una storia di lungo corso. Frida Giannini parteciperà ai festeggiamenti in onore di Martin Scorsese e del ventesimo anniversario della sua Film Foundation, organizzazione no-profit che si occupa di preservare e restaurare le pellicole classiche. Nel board della fondazione spiccano nomi di primissimo piano, come quelli dei registi Woody Allen e George Lucas, entrambi a Cannes per la kermesse cinematografica. All’organizzazione di Scorsese Gucci ha già donato 1 milione e mezzo di dollari e ne ha messi a disposizione quasi altrettanti per il restauro del "Gattopardo" di Visconti e per "La Dolce Vita" di Fellini, che celebra quest’anno il suo cinquantesimo anniversario. E che, il prossimo inverno, tornerà sul grande schermo nella città eterna per il Roma Film Festival. (9Colonne)

UNA MUSA TRANSESSUALE GIVENCHY

(Alessandra Scotacci) - Una modella transessuale per la nuova campagna pubblicitaria autunno-inverno 2010. Quella di Givenchy non è l’ultima provocazione lanciata per fare notizia, ma l’ambizioso tentativo di liberare la moda dagli stereotipi e dai cliché di cui ogni tanto si riscopre vittima. Una sfida non facile che però non sembra spaventare l’italianissimo Riccardo Tisci, giovane direttore artistico della famosa maison francese. E’ stato proprio lui a volere la transgender Lea T. come testimonial per la prossima stagione. Una scelta non casuale né improvvisata perché la musa in questione è stata per anni la sua assistente personale e, altro dettaglio degno di nota, già modella della sua linea d’abbigliamento personale. Brasiliana dai lineamenti delicati Lea, al secolo Leo, debutterà nel numero di luglio dell’Uomo Vogue. "E’ sempre stata molto femminile: estremamente fragile e aristocratica - ha raccontato entusiasta Tisci al magazine statunitense WWD - E’ parte della famiglia". Una famiglia, quella della moda, che a Lea sembra peraltro andare un po’ stretta, visto che si prepara a frequentare la facoltà di veterinaria in Italia, a Milano. Nella nuova campagna firmata Givenchy la ragazza è immortalata accanto a modelle e modelli di chiara fama, come la top Mariacarla Boscono, amica personale e ispiratrice di Tisci fin dai suoi esordi in casa Givenchy, ormai già cinque anni fa. Includere una persona transgender - ha spiegato il designer – esemplifica la dicotomia tra maschile e femminile divenuta una dei tratti distintivi del suo stile, una scelta naturale dopo l’ultima sfilata parigina dello scorso marzo, che aveva visto protagonisti uomini e donne dalla bellezza ambigua ed enigmatica. La campagna includerà anche immagini scattate per gli occhiali e gli orologi firmati Givenchy. Oggetti di culto per i fan della maison e soprattutto fonte di guadagno certo per tutti i brand internazionali del fashion-system. (9Colonne)

PRATESI, IL CUORE DELLA MODA BATTE PER I BAMBINI

(Alessandra Scotacci) - Appuntamento stasera alle 20.00 al Blue Note di Milano con il dj Nick The Nightfly per l’iniziativa di The Heart of Children, associazione senza scopo di lucro che si occupa dei bambini cardiopatici nel terzo mondo e nei paesi in via di sviluppo.Quattrocentomila ogni anno che, secondo le ultime statistiche, non possono essere curati né operati perché nati in luoghi troppo poveri e disagiati. E’ per sostenere il prezioso lavoro di questa onlus e dei suoi operatori che Pratesi, la storica azienda toscana di biancheria per la casa, ha deciso di sponsorizzare l’evento milanese. E ha creato un’esclusiva linea di accappatoi in vendita nei suoi store di Milano, Roma, New York, Montecarlo, Hollywood e nei grandi magazzini Harrod’s di Londra il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza. L’azienda nasce nel 1906 grazie all’intuito di Remigio Pratesi e al talento di un gruppo di ricamatrici, capaci di confezionare pregiate lenzuola vendute rigorosamente su ordinazione. Tra i clienti del brand, che negli anni Venti del secolo scorso apre la sua prima boutique a Forte dei Marmi, i casati più in vista dell’epoca, dagli Agnelli ai Pirelli. Negli anni Sessanta la famiglia – grazie anche ai consigli di Aldo Gucci - scommette sugli Stati Uniti e acquista un magazzino nell’ancora sconosciuta Madison avenue di New York, che si sarebbe trasformata in una delle vie più chic dello shopping nella Grande Mela. A partire dagli anni Ottanta il marchio diventa un vero e proprio status-symbol del jet set e della moda americana - Andy Warhol e Liz Taylor sono tra i clienti più affezionati nonché amici personali degli eredi di casa Pratesi, Athos e Dede – senza mai dimenticare l’importanza di aiutare i meno fortunati. E’ proprio negli anni Novanta che Pratesi riceve il prestigioso premio dalla Fondazione Elizabeth Taylor per il suo concreto aiuto ai malati di Aids. I clienti più tecnologici possono acquistare gli accappatoi Pratesi anche on-line nella sezione del sito www.pratesi.com dedicata a The Hearth Collection. (9Colonne)