Archive for Marzo, 2010

TOM FORD, IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI

(Alessandra Scotacci) - Chi lo conosce bene sa che non avrebbe resistito ancora a lungo. Perché Tom Ford è certamente un creativo a tutto tondo, capace di dare il meglio di sé tanto da profumiere quanto da regista, come ha dimostrato con il film "A single man". Ma il suo cuore, anche in questi anni di riposo forzato dopo il divorzio con il gruppo Gucci, ha sempre continuato a battere per la moda con la "M" maiuscola: quella declinata al femminile. Per questo le indiscrezioni su un suo possibile ritorno non stupiscono più di tanto, semmai fanno sperare che lo stilista texano non manchi l’appuntamento.

Ford sarebbe già al lavoro sulla sua nuova linea di womenswear da lanciare nell’autunno 2011. New York o Milano per tornare in passerella? Una sfilata o una presentazione per celebrare l’evento? Le notizie sono ancora poche e confuse. Su una cosa, però, Ford sembra avere già le idee chiare: i suoi futuri collaboratori. Tra i fortunati che sarebbero già stati selezionati – annuncia il magazine americano Wwd – Caroline Tixier, che si occupa del prêt-à- porter per la maison Givenchy e Pablo Coppola, stilista degli accessori per Alexander McQueen. Grande esclusa l’italiana Alessandra Facchinetti, che proprio da Ford aveva ricevuto il prezioso testimone delle collezioni donna dopo il suo addio a Gucci.

"Trovare il denaro necessario è molto difficile al momento, ma se ci riusciamo saremo in grado di cominciare presto. Altrimenti bisognerà aspettare ancora un po’ – spiegava già un anno fa il designer a proposito di un suo possibile ritorno -. Ci vorrà tempo per mettere insieme la squadra, individuare le fabbriche, assemblare tutto e fare in modo che i negozi siano pronti per gli abiti". Da allora i progetti di Ford sembrano aver preso la piega giusta: lo stilista starebbe già contrattando con prestigiosi partner internazionali la distribuzione di suoi capi in esclusiva e avrebbe messo gli occhi su una serie di locali a Shanghai, dove costruire una sorta di quartier generale con annesso spazio espositivo per le sue creazioni. Molti sono pronti a scommettere che anche questa volta a fianco di Ford ci sarà Domenico De Sole, il manager fiorentino e grande amico col quale aveva rilanciato la storica casa di moda Gucci trasformandola in uno dei brand simbolo degli anni Novanta. Sempre con De Sole il designer aveva lanciato nel 2005 la sua linea di occhiali e quella di make-up con il colosso Estée Lauder. Sperando che Ford non si accontenti più di fare lo stilista solo sul set dei suoi film – bellissimi gli abiti vintage di Julianne Moore – gli estimatori della sua moda forte e passionale aspettano fiduciosi. (9Colonne)

L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI LAGERFELD

(Alessandra Scotacci) - "Karl Lagerfeld è un genio dello stile, un artista che interpreta la moda in chiave moderna". E nessuno meglio di lui potrà rivisitare i pezzi storici di casa Hogan. Ne è certo il leader del gruppo Tod’s, Diego Della Valle, che ha annunciato con entusiasmo la collaborazione del designer - e amico di lunga data – con il marchio dell’urban-chic italiano per eccellenza. Lagerfeld – sul cui nome circolavano indiscrezioni già da tempo - firmerà una micro collezione di calzature, accessori e abbigliamento uomo e donna per l’estate 2011, che debutterà sul mercato asiatico con l’ambizioso traguardo di conquistare la Cina. Una missione non impossibile, visto il saldo successo dell’eclettico stilista tedesco e delle sue creazioni anche in oriente. La notizia giunge contemporaneamente alla ferma smentita della maison Chanel a proposito di una vociferata rottura col suo ormai trentennale direttore artistico. Nessuno, almeno per il momento, sostituirà Karl alla guida della casa di moda francese. Nemmeno il talentuoso collega Alber Elbaz – come ipotizzato da diversi addetti ai lavori – oggi al timone della griffe Lanvin. Nell’agenda dell’infaticabile Lagerfeld che, oltre ad aver raccolto il testimone di Madame Coco collabora da anni con Fendi e firma anche una linea con il suo nome, gli impegni dunque aumentano invece che diminuire. Ma chi pensa che a questo 77enne Peter-Pan della moda bastino gli abiti e le passerelle prende un abbaglio. Sarà proprio lui a immortalare le nuove muse della prossima edizione del calendario Pirelli. E già in molti si interrogano sull’impronta che lo stilista vorrà dare alla sua nuova impresa fotografica dopo gli scatti sensuali e trasgressivi dell’americano Terry Richardson, che aveva voluto rispolverare l’anima più erotica di questo ambito oggetto del desiderio. In attesa di sfoderare la sua matita e il suo obiettivo, l’autorevole maestro dell’haute couture si diverte a provocare la stampa con le sue elucubrazioni in fatto di sesso, argomento rispetto al quale non ha mai mostrato troppi imbarazzi. "Mi piace il porno e gli attori hard – ha candidamente dichiarato in un’intervista al Vice magazine qualche giorno fa -. La frustrazione genera il crimine, e se non ci fossero le prostitute e i film di questo genere ci sarebbe molta più criminalità". Quanto alle sue abitudini personali, Lagerfeld ha aggiunto: "Non mi piace dormire con le persone che amo davvero, perché il sesso può non durare, ma l’affetto può essere per sempre. Penso che questo sia un metodo sano. E, soprattutto, i ricchi se lo possono permettere". (9Colonne)

LADY GAGA, I 12 LOOK SHOCK DEL NUOVO VIDEO

(Alessandra Scotacci) - Dodici look visionari, graffianti e ipnotici, in perfetto stile Lady Gaga. L’ultimo videoclip della trasgressiva cantante elettropop, "Telephone", non è solo un piccolo capolavoro cinematografico - che ha catalizzato l’attenzione di mezzo milione di persone in meno di 12 ore - ma anche un vero e proprio concentrato di moda all’ennesima potenza. Una sorta di sfida tra gli stilisti più ambiti e provocatori del momento, che hanno lanciato la loro immaginazione e le loro matite a briglia sciolta nell’impresa di vestire da capo a piedi l’artista più paparazzata dai tabloid internazionali. Merito del suo indiscutibile talento ma anche della sua capacità di offrire in pasto ai famelici media un’immagine sempre nuova e diversa, inconfondibile. Frutto di un sapiente mix di autoironia e carisma, trasformismo innato e astuto marketing di se stessa. Fedele alla sua immagine di incorreggibile bad girl, questa volta Lady Gaga si muove tra le atmosfere decadenti e un po’ sadomaso di una prigione piena di donne tanto affascinanti quanto rissose. I suoi crimini sono stati puniti ma, una volta fuori, la platinata mantide religiosa tornerà a colpire ancora, avvelenando tutti gli sventurati clienti di una squallida e sonnacchiosa tavola calda di provincia. Complice la splendida collega Beyonce’ che, nonostante massicce dosi di rossetto e smalto dark, sembra una tranquilla ragazza di buona famiglia a confronto con la protagonista. Se per un cinefilo il cortometraggio firmato dal regista svedese Jonas Åkerlund è un susseguirsi di citazioni più o meno lampanti - da Kill Bill di Quentin Tarantino a Thelma e Louise di Ridley Scott - per un amante della moda la sfida è riconoscere la mano di tutti i designer che hanno firmato gli abiti della cantante. Il famoso sito americano Huffington Post è già riuscito nell’impresa: sezionando il video fotogramma per fotogramma ha dato nome e cognome a tutti i vestiti, le scarpe e gli accessori indossati dalla musicista per l’occasione. Al suo ingresso nel torbido penitenziario Lady Gaga, occhiali scuri da diva, sfoggia una giacca Jean Charles de Castelbajac, che si è divertito a rivisitare la classica divisa bianca e nera dei detenuti in chiave anni Ottanta. La nuova arrivata subisce l’assalto delle sue carceriere, che la spogliano lasciandola letteralmente in mutande, ma si rifà subito dopo con un’apparizione sorprendente nel cortile del penitenziario per l’ora d’aria: corpetto ricoperto di catene firmato Viktor & Rolf e occhiali da sole tempestati di vere sigarette fumanti. Per la prima rissa tra ragazze Lady Gaga, imperturbabile dietro le sue lenti nere Chanel, sceglie un look meno impegnativo: chiodo nero e lattine di Diet Coke al posto dei bigodini, per una messa in piega impeccabile. Ancora qualche capriola erotica sulla brandina della sua cella, strizzata in un bendaggio giallo fluorescente di Brian Lichtenberg - che lascia molto poco all’immaginazione - e la nostra eroina è pronta per la tanto attesa uscita dall’odioso istituto di pena. Con un tailleur glamour dal sapore retrò di Thierry Mugler gonna al ginocchio, enorme cappello a falde larghe e boccoli sciolti sulle spalle.

La mirabolante carrellata di abiti e accessori fashion - trasformati in oggetti del desiderio dall’abile occhio della telecamera- prosegue con un cappello celeste a forma di telefono di Fred Butler, una mise da cuoca di Rachel Barrett con cappello da chef, un bikini a stelle e strisce e una più che audace tuta maculata di Haus of Gaga. Per chiudere in bellezza l’assassina più fashion della storia del crimine si congeda dal pubblico con uno stravagante abito lungo di chiffon, a metà tra l’immaginario far west e i veli delle donne arabe. E con un "to be continued" che lascia supporre nuove strabilianti avventure. I fan che seguiranno la cantante italoamericana anche in tour non resteranno delusi: tra mise da perfida suora e infermiera sexy, Lady Gaga non mancherà di stupire anche in versione live. Non a caso perfino Madonna è una tra le sue fan più accanite. Che Lady Gaga non sia pronta a prendere il suo posto? (9Colonne)

IL MONDO DI YVES SAINT LAURENT AL PETIT PALAIS

(Alessandra Scotacci) - Appuntamento il prossimo 11 marzo al Petit Palais di Parigi. A poco meno di due anni dalla sua scomparsa, la capitale francese dedica la prima, importante retrospettiva a Yves Saint Laurent. Per raccontare, dagli anni Cinquanta al Duemila, la lunga vicenda umana e professionale di un grande maestro che ha impresso la sua firma indelebile nella storia della moda. "Ho sempre avuto il massimo rispetto per questa professione, che non è una forma d’arte in sè, ma che ha bisogno di un artista per poter esistere" spiegava acutamente il designer, da sempre innamorato della pittura e della scultura, della letteratura e della poesia. La mostra rende omaggio all’eclettismo di un creativo dalla personalità complessa, logorato da un carattere fragile e dalla depressione, ma amato e celebrato dalla stampa di tutto il mondo per il suo indiscutibile talento. Con Coco Chanel e Christian Dior, Saint Laurent ha davvero rivoluzionato il guardaroba femminile: via al nero anche di giorno, allo smoking, al blazer e al tailleur-pantalone da signora. E’ lui a lanciare la moda del nude-look e delle suggestioni safari, trasformando anche la sahariana in un capo fashion. E’ sempre l’amore per il bello a nutrire tutta la sua feconda produzione. Le sue coordinate creative si muovono dall’etnico – nel suo immaginario la Cina, la Russia, l’India e il Marocco – ai maestri del Novecento come Picasso, Matisse, Braque, Mondrian, Andy Warhol, e David Hockey. Per oltre 40 anni lo stile Saint Laurent è un inno alla donna forte e sicura di sé, che gioca con la seduzione senza temere di osare. Anche con i colori, mescolando con disinvoltura il fuxia con il rosso o il nero con il beije. I 307 abiti in mostra, tra haute couture e prêt-à-porter, restano il segno tangibile del genio di Saint Laurent: dai primi modelli del 1958, quando il timido Yves muoveva i primi passi nella maison Dior, alla famosa collezione "Trapèze", con il modello del 1965 ispirato alle geometrie di Mondrian. Per chiudere con gli splendidi abiti da sera della sua ultima sfilata, nel 2002, che ha riportato in passerella le più grandi top-model di sempre. Molti anche i disegni, i filmati e le fotografie. Indimenticabile – e ormai leggendario - lo scatto in bianco e nero in cui lo stesso Saint Laurent posa nudo davanti all’obiettivo di Jeanloup Sieff. Era il 1971 e, dopo il successo del profumo Rive Gauche, lo stilista si preparava a lanciare la sua prima colonia maschile, "Pour Hommes". Con una campagna pubblicitaria che, assieme a tante altre, sarebbe passata alla storia. (9Colonne)

H&M, PRIMA COLLEZIONE TUTTA ECOSOSTENIBILE

(Alessandra Scotacci) - H&M dà il benvenuto alla primavera con la nuova "Garden Collection", la sua prima collezione totalmente ecosostenibile. Perché, quando vuole, anche la moda può fare qualcosa di buono per l’ambiente. Il colosso svedese dell’abbigliamento low-cost punta sui cotoni organici e sul lino, sul poliestere riciclato e sulle stampe di tencel, avveniristica fibra prodotta dalla cellulosa. Ma chi pensa che sarà una primavera sotto tono e dimessa si sbaglia di grosso: i colori sgargianti, le applicazioni e i ricami dispenseranno la giusta dose di glamour per la bella stagione. L’attenzione per l’ecosistema non è una trovata pubblicitaria dell’ultima ora, almeno non per il brand nordeuropeo. Il gruppo sfrutta le materie naturali già dal 2004 e fino al prossimo 2013 ne incrementerà ogni anno l’uso del 50%. Nel 2009 erano già 3mila le tonnellate di cotone organico impiegate per la produzione dei capi firmati H&M, che "vuole continuare a investire in un ambiente migliore". Le affezionate clienti del brand approvano e continuano ad alimentare la richiesta di una moda "politicamente corretta": da qui l’idea di una collezione naturale al 100%. "La richiesta di cotone organico supera di gran lunga la produzione globale – conferma H&M -. Tutti i rivenditori stanno cercando usare più materiali organici per le loro collezioni. Stiamo lavorando anche per ampliare la gamma dei tessuti sostenibili, come la lana riciclata e il poliestere di seconda mano, ricavato dalle bottiglie e dagli scarti tessili". La Garden Collection debutterà in grande stile: 80 capi versatili e trendy, una vasta scelta di accessori e una top model d’eccezione – la russa Natasha Poly – per una campagna pubblicitaria fresca e sensuale. Niente di meglio delle suggestioni anni Settanta per celebrare il risveglio di Madre Natura: mini abiti, maglie scivolate e maliziosi bermuda, tra rose romantiche e motivi tribali. Ogni capo sarà contraddistinto da un’etichetta che ne certificherà la totale eco-compatibilità, con tanto di shopping bag personalizzata.

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