Archive for Dicembre, 2009

LE TOP MODEL DICHIARANO GUERRA AI TACCHI ALTI

(Alessandra Scotacci) - E’ guerra aperta tra le top-model e i tacchi alti. Dopo una serie di rovinose quanto pericolose cadute sulle passerelle di tutto il mondo, immortalate puntualmente dall’impietoso obiettivo dei fotografi, le amazzoni delle sfilate hanno deciso di dire ‘basta’ alla tortura delle scarpe vertiginose. Che, soprattutto nelle ultime stagioni, assomigliano sempre di più a veri e propri trampoli da passerella. La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Il temuto modello "armadillo" disegnato dallo stilista Alexander McQueen: una stravagante opera di alta ingegneria già contesa tra i feticisti della moda, ma decisamente incompatibile con l’anatomia del piede umano. Per questo, spiega Patty Huntington sul suo blog di moda "Frockwriter", ben tre tra le super modelle più ambite del momento hanno scelto di non indossarle mai: l’australiana Abbey Lee Kershaw e le russe Natasha Poly e Sasha Pivovarova. Pare che le tre indossatrici abbiano siglato tra loro, già all’inizio del 2009, una sorta di patto: assolutamente vietato sfilare per lo show primavera-estate del designer inglese. Inizialmente l’assenza delle ragazze, nel contesto sempre roboante degli show di McQueen, non era stata notata. A riaccendere i riflettori su questa singolare defezione è stata proprio l’esperta di moda australiana dalle colonne del suo sito web. "Finora avevo solo sentito di qualche caso isolato, ma è la prima volta che tre top model si mettono d’accordo per protestare contro una cosa del genere. Direi che è molto interessante – nota Patty - perché ci sono già stati tentativi di creare dei sindacati di modelle e questo è il segnale che queste ragazze stanno finalmente prendendo coscienza dei rischi legati alla loro salute e alla loro sicurezza". Gli addetti ai lavori ricordano bene che per una delle tre "ammutinate", Abbey Lee Kershaw, non si tratta del primo diniego. Nel 2009 – ricorda il The Independent on Sunday – la modella era prima svenuta proprio sulla passerella di McQueen per la collezione primavera-estate a causa di un corsetto troppo stretto che l’aveva lasciata letteralmente senza fiato, e poi era stata costretta all’immobilità a causa di un infortunio al ginocchio dopo una pericolosa caduta dovuta ai temuti tacchi della collezione autunno- inverno. Sul perché certi stilisti – Mc Queen non è l’unico "colpevole" - sembrino volersi accanire sul corpo delle donne Huntington preferisce sorvolare. Ai lettori l’ardua sentenza. (9Colonne)

NAPOLEONE ED HERMES, APPUNTI DI VIAGGIO

(Alessandra Scotacci) - Accessori belli, leggeri e soprattutto funzionali. A dispetto di epoche storiche piuttosto distanti e di personalità sicuramente diverse, quando si trattava di viaggi Napoleone Bonaparte e monsieur Emile-Maurice Hermès - nipote del fondatore della storica maison francese - sembravano pensarla allo stesso modo. Gli scettici potranno verificare di persona, approfittando di una mostra interessante e originale, "Mito e Bellezza", che ha aperto i battenti lo scorso 6 dicembre negli spazi di Palazzo Ducale, a Lucca. Realizzata grazie alla collaborazione eccezionale di Hermès e della Réunion des Musèe Nationaux di Francia, l’esposizione ripercorre il mito napoleonico grazie a un ricercato gioco di rimandi e citazioni, spaziando dagli oggetti della vita quotidiana ai tempi dell’Impero fino ai pezzi di puro design firmati Hermès e ideati dallo stesso Emile Maurice. Che, innamorato di questo sfavillante periodo storico, elaborò nel tempo una vera e propria sintassi iconografica per i foulard e per i sofisticati articoli da viaggio ispirati al leggendario condottiero. Raffinatissimi interpreti di questa estetica furono inizialmente i disegnatori Ugo Grygkar e Philippe Ledoux, che sui celebri carré di seta della casa di moda transalpina fecero rivivere vere proprie narrazioni storiche, considerate oggi dei capolavori. Tra i più preziosi "Le geographe", splendido foulard che commemora la spedizione scientifica promossa da Napoleone nel 1800 alla volta Nouvelle Holland - l’attuale Australia – con ben 251 esperti a seguito, tra i quali scienziati, antropologi, geologi, botanici e mineralisti del tempo. Oltre alle sue imprese, "Mito e bellezza" racconta anche la quotidianità di Napoleone, che trascorse gran parte della sua vita in viaggio per le campagne militari, e il suo amore per gli oggetti di pregio. Era l’imperatore stesso a commissionarli agli artigiani più rinomati di Francia. Nel suo corredo sgabelli, sedie e tavoli pieghevoli, scrittoi, lampade, "librerie" da viaggio e naturalmente i famosissimi "cappuccine", gli orologi da tavolo di cui il generale aveva fatto dono ai suoi ufficiali affinché arrivassero sempre in orario. Non mancavano i piatti di carta per i pasti – i primi della storia – effigiati con l’aquila imperiale. Grazie ai prestiti di dodici tra i più importanti musei francesi e italiani, l’esposizione lucchese vanta anche la splendida collezione di armi che Napoleone donò al generale in Capo Messèna, le placche originali di Caran d’Ache, i soldatini della collezione Wurt, carte geografiche originali, i manichini della collezione Brunon, cappelli militari e perfino giochi per i bambini. Fedele all’indole itinerante dei suoi due ispiratori, nei primi giorni di marzo la mostra saluterà Lucca e il suo palazzo Ducale - sede, dal 1805 al 1814, del Principato di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone – alla volta di Roma. Per concludere in bellezza, ovviamente, a Parigi. (9Colonne)

JULIA ROBERTS NUOVA TESTIMONIAL LANCOME

(Alessandra Scotacci) - Poteva forse Lancôme resistere al fascino di Pretty Woman? Certo che no, annuncia in esclusiva il magazine statunitense WWD. Per promuovere l’immagine dei suoi cosmetici in tutto il mondo, il colosso francese ha infatti scelto una delle dive più popolari e amate di Hollywood, la bellissima Julia Roberts. "Grazie alla sua carismatica personalità e alla sua sfolgorante carriera, Julia è una donna emblematica del suo tempo – spiega Youcef Nabi, presidente della Lancôme International -. Il suo talento eccezionale, la sua radiosità e il suo forte impegno esaltano alla perfezione i nostri valori. Siamo convinti che incarnerà al meglio il brand". I vertici del gruppo non si sono lasciati sfuggire molti altri dettagli. Bocche cucite sulle scadenze delle prossime campagne pubblicitarie, sulla durata del contratto e soprattutto sul cachet che ha convinto l’artista americana a prestare il suo volto per la nota casa cosmetica transalpina. Bisognerà aspettare i primi mesi del 2010 per saperne di più. La 42enne attrice originaria di Atlanta – che ha già al suo attivo un premio Oscar e ben 3 Golden Globe – è solo l’ultima star del grande schermo arruolata da Lancôme. Che negli anni ha sempre scelto donne piene di fascino e carattere per interpretare la sua filosofia moderna e sofisticata: da Isabella Rossellini – nome storico della maison – a Juliette Binoche, da Inés Sastre ad Anne Hataway. Che le grandi case cosmetiche francesi amino le testimonial famose non è certo un segreto, ma piuttosto un investimento sicuro, capace di sfidare con successo anche la crisi: se Dior può vantare Sharon Stone e Monica Bellucci per le sue creme e il suo make-up, L’Oréal risponde con un vero e proprio esercito di celebrities: tra le attrici Eva Longoria, Penelope Cruz, Andie MacDowell, Jane Fonda, Kate Winslet, Scarlett Johansson, Diane Keaton senza dimenticare top model ormai mitiche come Claudia Schiffer e Linda Evangelista fino alla cantante Beyoncé. In questa "battaglia" a colpi di bellissime, i competitor internazionali dei cosmetici di moda non sembrano in difficoltà. Dopo Kate Moss, la britannica Max Factor ha scelto l’attrice esordiente Lily Cole in patria e niente meno che la regina del pop Madonna per la sua pubblicità nel Vecchio Continente. Elizabeth Arden resta fedele alla sensuale Catherine Zeta-Jones mentre Revlon si affida alla passionalità di Halle Berry. L’americana Procter & Gamble preferisce l’eterea Cate Blanchett per la sua linea di prodotti destinati alla cura del viso ed Helena Rubinstein punta sul fascino senza tempo (complice anche qualche ritocco "ad hoc") di Demi Moore. In attesa di vestire i panni di una nuova dea della bellezza, la signora Roberts non resta certo con le mani in mano. L’attrice e produttrice – che resta una delle star più pagate del mondo – è infatti impegnata con la post-produzione di due pellicole: "Eat, Pray, Love", tratto dall’omonimo best-seller di Elizabeth Gilbert, e "Valentine’s Day", diretto dallo stesso regista di Pretty Woman, Garry Marshall. C’è da scommettere che col suo sorriso smagliante e il suo fisico statuario Julia riuscirà a strappare anche a Lancôme un contratto degno dei suoi ormai leggendari ingaggi cinematografici. (9Colonne)