GLI ABITI DI AUDREY HEPBURN ALL’ASTA PER I BAMBINI
(Alessandra Scotacci) - Icone di stile si nasce o si diventa? Quando si parla di Audrey Hepburn, che l’attitudine all’eleganza l’ha sempre avuta nel sangue, la risposta è scontata. Perché col suo stile semplice e senza tempo, pieno di charme e di carisma, questa star del cinema internazionale ha riscritto le regole del look degli anni Cinquanta e Sessanta. Complici anche alcuni tra i più grandi stilisti di sempre, che hanno creato per lei abiti diventati negli anni preziosi capolavori della storia della moda recente. Alcuni tra i più belli saranno battuti all’asta il prossimo 8 dicembre a Londra. Scopo dell’iniziativa: devolvere il 50 per cento delle vendite alla Audrey Hepburn Children’s Fund e all’Unicef, che ha sempre sostenuto l’attrice nel suo impegno a favore dei bambini più sfortunati. Trentasei in tutto i capi che saranno protagonisti dell’evento, firmati dai couturier più in voga tra il 1953 e la fine degli anni Sessanta: da Valentino a Elizabeth Arden, senza ovviamente dimenticare monsieur Hubert de Givenchy, che della diva hollywoodiana era in assoluto il designer preferito. Fu proprio lui a disegnare l’indimenticabile abito di seta nera a palloncino che Audrey indossò nella commedia "Insieme a Parigi" (1964) e quello da cocktail in pizzo che invece sfoggiò per "Come rubare un milione di dollari e vivere felici" (1966). Tra i pezzi forti dell’asta il meraviglioso abito da sposa in satin color avorio che le sorelle Fontana disegnarono per l’attrice in occasione delle nozze con lord James Hanson. Era il 1952 quando la signorina Hepburn, nella capitale per girare l’indimenticabile "Vacanze Romane", incontrò Zoe, Micol e Giovanna. Tre stiliste all’avanguardia, contese dalle donne più eleganti del mondo, le prime ad aver lanciato l’alta moda italiana sul mercato internazionale. Fu amore a prima vista, tanto che la 23enne stella del grande schermo non esitò di ingaggiarle per quello che sperava sarebbe stato l’abito più importante della sua vita. "Audrey pretese la massima discrezione e fece moltissime prove" hanno raccontato le sorelle dopo le nozze. Fu proprio la sposa a voler donare il suo abito a una giovane ragazza che lo avrebbe indossato per il suo stesso matrimonio. Conservandolo intatto, ancora avvolto nella carta originale fino al 2002, quando l’ultima superstite della dinastia Fontana lo scovò per una retrospettiva. Difficile prevedere a quanto ammonterà il ricavato della vendita benefica: gli organizzatori sperano di superare le 100 mila sterline. E l’occasione è più unica che rara per i fan che avranno la fortuna di portarsi a casa un pizzico dello charme griffato Hepburn. (9Colonne)

