(Alessandra Scotacci) - Non poteva che essere Roma, la città eterna, a ospitare "Gli anni di Grace Kelly. Principessa di Monaco". Una mostra piena di ricordi e di charme, per rivivere il mito immortale di una delle attrici più amate di Hollywood diventata una delle principesse più ammirate della storia. "Un’icona femminile del XX secolo - spiega il curatore Frédéric Mitterrand - alla pari di Marylin Monroe, Jacqueline Kennedy e Audrey Hepburn". Nata a Philadelphia, Grace si lancia nel mondo del cinema a soli 22 anni, nonostante l’opposizione della famiglia, borghese e molto cattolica. E’ il maestro del giallo Alfred Hitchcock in persona a scoprirne la bellezza e il talento, scritturandola per il primo di una serie di film che hanno fatto storia: "Il delitto perfetto" del 1954. Seguiranno "La finestra sul cortile" e "Caccia al ladro", quest’ultimo girato proprio nel Principato di Monaco dove Grace, già premiata con l’Oscar nel 1955 per "La ragazza di campagna", avrebbe conosciuto il suo futuro marito, il principe Ranieri. Dopo la grande svolta del cinema, quando era ancora una ragazza, l’affascinante attrice corteggiatissima e ammiratissima - si prepara a voltare pagina ancora una volta: nel 1956 sposa il suo principe e dice addio al grande schermo per dedicarsi ai suoi sudditi e alla famiglia. E’ questa doppia faccia di Grace Kelly, diva e principessa, che la mostra allestita nelle sale della Fondazione Memmo riesce a raccontare. Grazie a scatti ufficiali e "rubati", abiti da sera, gioielli e oggetti privati di una donna molto "pubblica" ma allo stesso tempo anche molto riservata, un’icona cristallizzata da una morte prematura, dopo un tragico incidente stradale avvenuto il 14 settembre del 1982. Eccola star fotografata con Audrey Hepburn alla presentazione della ventottesima edizione dell’Annual Academy Awards nel 1956 e, quasi irreale, nelle locandine dei suoi film più celebri. Ecco la statuetta dell’ambito premio Oscar e il sofisticato abito indossato per la sera della premiazione. Ancora foto con leggende del cinema come Gary Cooper, Cary Grant, James Stewart e Glark Gable ma anche immagini della sua vita privata, ancora bambina al mare con le sorelle, in bicicletta, appena adolescente e poi con i figli, Alberto, Caroline e Stephanie. Non poteva mancare il prezioso abito da sposa che la diva di Hollywood - ribattezzata "ghiaccio bollente" dallo stesso Hitchcock per la sua algida sensualità - indossò il giorno del suo matrimonio, il 16 aprile 1956. Le sue furono definite le nozze del secolo, seguite in mondovisione da milioni di telespettatori.
Anche da principessa, Grace non ha mai rinunciato al suo stile, fatto di dettagli preziosi, di un amore viscerale per la grande moda francese e per gli accessori. Non è un caso che la maison Hermès le abbia addirittura dedicato una borsa, la celebre "Kelly", quintessenza dell’eleganza e del glamour, ambita dai cultori della moda di tutto il mondo. La lista di attesa per averne una non fa desistere i clienti della casa parigina, che non si lasciano scoraggiare neanche dai prezzi esorbitanti raggiunti da quello che è diventato ormai un vero e proprio oggetto di culto. Splendidi anche gli abiti da sera che la principessa ha indossato in tante occasioni mondane: spicca quello firmato Dior in mussola di seta, davvero regale con il suo mantello in lamè rosso e oro. “La principessa Grace ci ha lasciato l’immagine di un’eleganza inalterabile. Si può non aver visto nessuno dei suoi film, non avere mai visitato il Principato Monaco, questa immagine resta presente nella mente di tutti come una risposta necessaria alla durezza del mondo in cui viviamo" ricorda Mitterrand. Per il curatore quella di Grace è l’eleganza "di una ragazza ricca di Filadelfia che incarnava il sogno americano; eleganza della debuttante delle riviste sofisticate e delle commedie sentimentali che esprimevano l’ottimismo dell’immediato dopoguerra; eleganza del glamour hollywoodiano in technicolor, eleganza della donna innamorata che sceglie liberamente di cambiare il corso della sua esistenza, eleganza di una principessa appartenente ad una delle più antiche dinastie d’Europa, eleganza, di una madre irremovibile e di una sovrana che si dispensa efficacemente e senza riserve per i suoi, eleganza di un riserbo sorridente che affascinava i media e di uno stile di vita ipersensibile e poetico che conservava una parte di mistero, eleganza di una bellezza preservata dal perdurare di un fascino giovanile, eleganza di un’epoca della quale fu la passeggera e di cui tutti proviamo nostalgia". Per rivivere il glamour, la spensieratezza, il fascino di quegli anni sognanti e il mito di una delle più belle e carismatiche attrici di Hollywood, c’è tempo fino al prossimo 28 febbraio. (9Colonne)