Archive for Settembre, 2009

MODA PROTAGONISTA DEL FORUM UNESCO SULLA CULTURA

(Alessandra Scotacci) - Nella frenetica settimana delle sfilate milanesi per la prossima estate, anche Monza ha respirato tutto il fascino della moda internazionale. A 45 minuti di macchina dal Duomo meneghino, la città lombarda ha infatti ospitato Alber Elbaz. Il raffinato direttore creativo della maison francese Lanvin è stato l’applaudito protagonista dell’inaugurazione del Forum mondiale Unesco dedicatoa alla cultura e all’impresa, in programma nella splendida cornice di Villa Reale. "Sono qui per raccontare la storia della moda – ha esordito lo stilista -. Noi designer abbiamo a disposizione una pagina bianca, che dobbiamo riempire con sogni e storie". Con la sua eclettica personalità e la sua intelligenza – riporta il magazine statunitense WWD - Elbaz ha conquistato subito la platea, gremita ed entusiasta. Spaziando dalle insidie della globalizzazione ai ritmi forsennati del sistema moda. Tutto con la giusta dose di ironia per sdrammatizzare un mondo che è spesso preso troppo sul serio. La moda non è solo party e champagne, ha spiegato Alber, giacca scura e immancabile papillon. Le forti pressioni cui gli stilisti sono sottoposti per produrre su larga scala non sono una leggenda, ma la pura verità. Nella sua memoria è ancora vivo il ricordo delle tre impegnative stagioni da Saint Laurent, prima di essere sostituito dal texano Tom Ford. Il designer, chiamato a prendere il timone di monsieur Yves in persona dopo l’annuncio del suo ritiro dalle passerelle del pret-a- porter, ha raccontato lo stupore nel constatare che, alla vigilia della sua ultima sfilata di alta moda, il leggendario couturier era ancora emozionato e agitato. A conferma del pesante carico emotivo che grava sulle spalle di uno stilista di altissimo livello. Lavando via un po’ della patina dorata che la avvolge, Elbaz ha spiegato che la moda è una vera e propria maratona e che "gli stilisti lavorano duramente, anche se – ha precisato riferendosi alla sua silhouette non propriamente longilinea - sfortunatamente non perdono peso".

La giornata tipo di un designer famoso come lui? Sveglia alle sei con un potente caffè nero e marcia a tappe forzate, alla ricerca di nuove storie da raccontare e trovate accattivanti che seducano i clienti e soddisfino le vendite. Tra pre-collezioni, micro-collezioni, collezioni da crociera – ha sottolineato l’oratore – un designer con una carriera trentennale come la sua può arrivare a firmare più di 180 collezioni. Senza tuttavia riuscire mai a godere a pieno dei propri successi. "Nell’industria della musica la tua carriera può andare avanti per una vita anche solo grazie a un bell’album – ha riflettuto Elbaz – ma nel nostro caso questo vale solo fino alla collezione successiva. Conoscete qualcuno che abbia voglia di essere stressato? O che voglia fare il sarto? Io no. Ma in compenso conosco moltissime persone che vogliono fare le modelle. Anzi, le top-model. Oggi funziona così: diventare famosi e farlo più velocemente possibile". In questa società sempre più veloce e globalizzata uno stilista deve necessariamente fare i conti con la multimedialità. Anche se su questo fronte Alber nutre qualche dubbio. Le competenze della moda sono in pericolo – ha avvertito - e la cultura superficiale generata da internet non aiuta di certo. Non a caso Elbaz non è un grande fan della tecnologia: con i messaggi e-mail non è mai stato vero amore e giudicare una collezione dallo schermo di un computer gli sembra ancora una missione impossibile: "Ciò che sembra bello in una foto non lo è sempre dal vivo". Quanto all’imminente appuntamento con le sfilate parigine, che vedranno Lanvin in passerella il prossimo 2 ottobre, Elbaz ha scherzato: "Mi sento come una madre di dieci figli che mi aspettano a Parigi e piangono perché hanno fame. Anche nell’era di internet e dell’alta tecnologia, non è possibile fare tutto a distanza con il telecomando". (9Colonne)

LO SFARZO DELL’ANTICA RUSSIA DI SCENA A PRATO

(Alessandra Scotacci) - Lo sfarzo dell’antica Russia risplende nella sede del Museo del Tessuto di Prato. Che dal 19 settembre al 10 gennaio prossimi ospiterà "Lo stile dello Zar. Arte e Moda tra Italia e Russia dal XIV al XVIII secolo". Una mostra attesa e importante, che racconterà la nascita e lo sviluppo dei rapporti culturali, delle relazioni commerciali e diplomatiche tra l’Italia e l’antica Moscovia, attraverso il canale privilegiato del commercio delle stoffe italiane e delle merci di lusso. Una vera e propria età dell’oro, testimoniata da più di 130 opere tra dipinti, abiti e tessuti, provenienti dai più prestigiosi musei russi - Museo Ermitage e Museo Statale Russo di San Pietroburgo, Museo del Cremlino di Mosca - oltre che da numerose istituzioni italiane, come i musei del Polo Fiorentino. L’esposizione si articola in tre sezioni: la prima offre una panoramica sullo sviluppo delle produzioni seriche italiane dal tardo Trecento fino al Cinquecento, con capolavori tessili e dipinti di grande valore, che testimoniano l’importanza di questi tessuti nel contesto sociale e culturale dell’epoca. Il cuore della mostra è invece dedicato ai rapporti tra l’Italia e la Russia in un’epoca dal XIV secolo - periodo in cui sono testimoniati i primi rapporti tra mercanti europei e le città portuali del Mar Nero - fino all’apertura dell’Impero Russo allo stile di vita occidentale, voluta da Pietro il Grande all’inizio del XVIII secolo. Questa fase coincide con l’inizio del lento declino della produzione del nostro Paese senza tuttavia influire negativamente sull’interesse per l’arte italiana: in territorio russo iniziano ad affluire, grazie al collezionismo, importanti capolavori che più tardi avrebbero costituito il tesoro dei musei russi più conosciuti. A conclusione della visita, l’eccezionale esposizione della pala della Circoncisione realizzata dal Cigoli per la chiesa di San Francesco a Prato e passata, nell’Ottocento, alle collezioni dell’Ermitage.

L’evento costituisce una buona occasione per visitare il Museo del Tessuto di Prato, il più grande centro culturale italiano dedicato alla valorizzazione dell’arte e della produzione tessile antica e contemporanea. L’edificio sorge all’interno della cerchia muraria medievale della città e occupa gli ambienti restaurati dell’ex Cimatoria Campolmi, gioiello di archeologia industriale del XIX secolo. Il patrimonio del museo è costituito da più di 6000 reperti – esposti a rotazione – che documentano la storia del tessuto dall’era paleocristiana fino ai nostri giorni. In occasione de "Lo stile dello Zar" il percorso sarà completamente trasformato per accogliere le opere che giungeranno a Prato dai più importanti musei russi e italiani. La mostra è inoltre l’occasione per inaugurare una nuova sala, di 400 mq di ampiezza recentemente ristrutturata, che andrà ad arricchire ulteriormente gli spazi del museo. (9Colonne)

AUTUNNO 2009, GRIFFE E STILISTI A CACCIA DI NOVITA’

(Alessandra Scotacci) - Come ogni anno, l’autunno che verrà si annuncia ricco di novità per il mondo della moda. A cominciare dalle iniziative degli stilisti. Che, temprati dalle vacanze estive, si preparano ai prossimi mesi di intenso lavoro pieni di entusiasmo e nuove idee. Per inaugurare la nuova stagione Donatella Versace ha messo da parte la sua nota ritrosia per le copertine dei magazine prestando il suo volto per il numero di ottobre di Out. Ovvero la più nota e apprezzata rivista

statunitense gay dedicata alla moda e al lifestyle dei nostri tempi. La biondissima designer posa accanto al modello inglese Paul Sculfor, affascinante ex boxeur e muratore approdato alle passerelle dopo un fortunato spot per la Levi’s. A immortalare la coppia l’obiettivo di Alexei Hay, noto e apprezzato fotografo che ha già all’attivo collaborazioni con autorevoli testate internazionali, da Vanity Fair al New York Times Magazine. "Si può essere troppo noiosi, ma mai troppo seducenti" spiega Donatella intervistata dal direttore di Out, Aaron Hicklin. Assieme al suo team di creativi la famosa maison italiana ha realizzato gli abiti della famiglia Jackson per i funerali della pop star da poco scomparsa. A conferma dello stretto rapporto che lega la casa della medusa alle più popolari star internazionali. "Le celebrità e il loro culto – spiega l’erede di Gianni – non esistevano prima di Versace. Nessuno prima di mio fratello aveva mai vestito una rock band".

Chi, nel mondo della musica, ha sempre avuto idee originali in fatto di stile è certamente Yoko Ono. Che ha deciso di mettere il suo tocco creativo a disposizione degli eclettici designer newyorkesi di Threeasfour. Il marchio ha collaborato con l’artista per la realizzazione di "Iconoclastic": una collezione interamente ispirata all’ultima compagna di John Lennon, che include anche alcune delle sue rare illustrazioni trasformate in stampe per i capi d’abbigliamento. "Sono sempre stata interessata a esprimere l’arte attraverso i vestiti. Penso che ci sia un’incredibile connessione. E’ come la scultura, ma si possono indossare" spiega Yoko, entusiasta

per le idee innovative del trio Gabi, Adi e Ange, che ha incontrato in occasione di un concerto ospitato nel suo stesso loft di New York. "Yoko è sempre stata un’eroina e una musa. Ammiriamo lei, il suo lavoro e la sua musica – ribattono i tre stilisti -. Quando siamo andati nel suo studio e abbiamo visto tutti questi bellissimi disegni in bianco e nero abbiamo pensato che potevamo fare qualcosa assieme".

L’anno che verrà sarà importante anche per un altro stilista, Cedric Charlier. Il 31enne belga è stato appena nominato nuovo direttore creativo di Cacharel. La sua prima collezione è attesa per il prossimo 3 ottobre durante la settimana della moda francese per la primavera-estate 2010. Nonostante la sua giovane età Cedric vanta già collaborazioni importanti con griffe come Celine, Michael Kors, Jean Paul Knott e soprattutto Lanvin: con il direttore artistico di questa

raffinata maison, Alber Elbaz, Charlier ha lavorato per ben sei anni. Nel frattempo, in Gran Bretagna, fervono i preparativi per il nuovo flagship store firmato Herve Leger by Max Azria. La boutique aprirà i battenti il prossimo 18 settembre in Lowdnes Street, nel quartiere di Knightsbridge molto frequentato dagli amanti dello shopping. Femminilità e glamour in perfetto stile Hollywood saranno le parole

d’ordine del nuovo punto vendita sviluppato su due piani e con un’esclusiva sala vip per le clienti famose. Le stesse che non mancheranno di sfoggiare le prossime novità di casa Gucci. Il gruppo ha da poco avviato una collaborazione con la Central

Saint Martins di Londra per sponsorizzare una prestigiosa borsa di studio. Scopo dell’operazione: dare ai giovani studenti la possibilità di esplorare tutte le potenzialità delle nuove tecnologie sostenibili per la moda e i tessuti. Il progetto punta sul design all’avanguardia, sulla scienza e l’innovazione per lo sviluppo di nuovi metodi e processi che contribuiscano a incrementare la produzione dei brand legati al lusso rafforzando la loro sensibilità rispetto ai temi ambientali. Ospitata dalla Saint Martin con la University of the Arts London e supportata anche dal Textile Futures

Research and Consultancy, l’iniziativa vedrà la partecipazione di specialisti e ricercatori, come la designer Suzanne Lee e lo scienziato David Hepworth. (9Colonne)