I SEGRETI DI VOGUE AMERICA SUL GRANDE SCHERMO
(Alessandra Scotacci) - Il prossimo numero di Vogue America? Tantissima moda, imperdibili anticipazioni per il prossimo autunno-inverno, splendide fotografie e, ovviamente, il tocco della sua autorevole direttrice Anna Wintour. Che, difesa dal suo iconico caschetto e dagli immancabili occhiali scuri da diva, approderà presto sul grande schermo con "The september issue". Ovvero il primo documentario ufficiale sul dietro-le-quinte della celebre rivista di moda a stelle e strisce. Per raccontare al grande pubblico ogni istante degli otto frenetici mesi di lavoro necessari per realizzare il più atteso dei numeri di Vogue di tutto l’anno. E, neanche a dirlo, i segreti della donna più temuta dagli stilisti dell’intero pianeta. Che stando al regista del film R. J. Cutler - eccezionalmente ammesso alla corte della Condè Nast di Times Square, a New York non è poi tanto diversa dalla furastica protagonista de "Il diavolo veste Prada" magistralmente interpretata da Meryl Streep nel 2003. Glaciale, determinata, esigente oltre ogni umana comprensione, Anna Wintour è approdata a Vogue giovanissima, ma già decisa a prendere il posto dell’allora direttrice, la leggendaria Diana Vreeland. Il suo sogno è diventato realtà nel 1988 e da allora nessuno è mai riuscito a spodestarla, almeno per ora. Con il passare degli anni la fama di questa coriacea giornalista britannica è cresciuta di pari passo col suo potere: pare che il suo stipendio si attesti attorno ai 2 milioni di dollari l’anno oltre, naturalmente, a un cospicuo budget per l’acquisto di abiti e accessori e a un autista privato sempre a disposizione. A fronte di una personalità a dir poco difficile temprata, si dice, a suon di cappuccini bollenti come unico pasto della giornata la signora Wintour ha però dimostrato anche un fiuto infallibile: a lei si deve la scoperta di talentuosi designer come John Galliano e Marc Jacobs e di top model del calibro di Maria Carla Boscono e Gemma Ward. "E’ capace di essere assolutamente terrificante" dice di lei il regista della pellicola, che l’ha potuta osservare come pochi altri. Assieme ai suoi collaboratori storici: André Leon Talley, eccentrico editorialista e presenza fissa (ovviamente in prima fila) di tutte le sfilate che contano e Grace Coddington, direttore creativo di lungo corso dall’inconfondibile chioma rosso fuoco. "Ho cominciato a lavorare a Vogue America lo stesso giorno di Anna racconta ironicamente Grace durante le riprese -. Penso che ormai ci conosciamo molto bene: lei sa che io sono ostinata e io so che lei è ostinata. Io capisco quando smettere di farle pressioni, lei invece questo ancora non lo capisce". Da grande esperta di comunicazione ciò che invece Anne Wintour capisce bene è l’importanza dell’immagine, che nel suo caso non gode di grandi simpatie tra gli addetti ai lavori. Concedere a Cutler e alla sua telecamera di muoversi tra i corridoi della redazione, sul set dei servizi fotografici, nelle sale riunioni e perfino nella sua casa è stata una mossa a sorpresa. Forse per tentare di diventare più simpatica e umana agli occhi dei suoi lettori e di far dimenticare i rumors secondo i quali rischia di essere rimpiazzata da Corinne
Roitfeld, affascinante e raffinata direttrice di Vogue Francia.
Firmata Wintour anche l’idea di strutturare l’elaborazione del numero di settembre di Vogue come un film vero e proprio. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival con tanto di premio come miglior documentario - e pronto a debuttare nei cinema statunitensi il prossimo 11 settembre. "Sono certo che Anna avrebbe desiderato decidere ogni dettaglio perché le piace controllare ogni cosa ammette il regista -. Ma sono altrettanto certo che il film le piaccia. E’ perfino venuta al Sundance per promuoverlo!". In attesa dell’uscita nelle sale italiane, i cultori della materia possono gustarsi in internet una brillante anticipazione del documentario. Decisamente più efficace di mille parole. (9Colonne)

